Tradizioni e leggende
San Nicola: la storia del santo e l'origine di Babbo Natale

C'è una domanda che i bambini fanno prima o poi, di solito a otto anni, con l'aria di chi vuole controllare tutto: "Ma Babbo Natale è esistito davvero?". E la risposta più bella che un genitore può dare è quella che i baresi conoscono da sempre: sì. Era un vescovo, viveva diciassette secoli fa, e si chiamava Nicola.
La storia di San Nicola è il capitolo zero di tutto il Natale che conosciamo: i regali ai bambini, le calze appese, il dono fatto in segreto. Babbo Natale non è nato al Polo Nord: è nato su una costa del Mediterraneo, in una città che si chiamava Mira.
In questa guida: la storia vera del santo, le leggende che i bambini adorano, il viaggio che lo ha reso l'uomo più famoso del mondo, e i modi per festeggiare la sua notte del 6 dicembre.
Chi era San Nicola: il vescovo di Mira
Nicola nasce verso il 270 a Pàtara, in Licia: una regione dell'Impero romano che oggi si trova in Turchia. Giovane, lascia la città natale per Mira, dove viene ordinato sacerdote e poi, per acclamazione del popolo, diventa vescovo.
È un uomo che sta dalla parte di chi non ha niente. Subisce la persecuzione dell'imperatore Diocleziano, viene imprigionato, poi liberato con l'arrivo di Costantino, e resta vescovo fino alla morte.
Muore il 6 dicembre del 343: da lì nasce la sua festa, la data da cui nei secoli è partita tutta la tradizione dei regali ai bambini. La notte di San Nicola e la notte di Natale, in fondo, sono la stessa notte ripetuta da milleseicento anni.
Le tre borse d'oro: il gesto che ha inventato i regali
Ora la leggenda più famosa, quella da raccontare ai bambini così com'è, perché è perfetta.
A Mira vive un uomo caduto in povertà, con tre figlie da maritare e nessuna dote: per le tre ragazze si prepara un destino senza ritorno. Nicola decide di aiutarle, ma a modo suo: senza farsi vedere.
Per tre notti consecutive, di nascosto, getta dalla finestra una borsa d'oro. In una versione della storia una delle borse finisce dentro una calza appesa ad asciugare accanto al fuoco: è l'immagine da cui nascono le calze di Natale di tutto il mondo.
Quando l'uomo lo scopre, Nicola gli chiede di non rivelarlo. Ma i segreti belli scappano sempre, e da quel giorno il mondo sa: il regalo più bello è quello che si fa senza farsi vedere. Sedici secoli dopo, un uomo vestito di rosso continua a passare dalle finestre di notte: la firma è rimasta quella del vescovo.
Il santo dei bambini e dei marinai
Le leggende di Nicola sono tante, e quasi tutte hanno un filo comune: la protezione dei più piccoli e dei più deboli.
La più raccontata dopo le borse d'oro è quella dei tre ragazzi: un oste malvagio fa sparire tre bambini, e Nicola li riporta in vita. È il miracolo che ne ha fatto il patrono dei fanciulli.
Poi c'è la carestia: durante una fame terribile a Mira ottiene dall'imperatore il grano per la sua gente. E protegge i marinai dalla tempesta, tanto da diventarne il patrono. Vescovo, protettore dei bambini, amico dei poveri: il ritratto che poi i secoli hanno disegnato addosso a Babbo Natale.
Da San Nicola a Babbo Natale: il viaggio del nome
Come fa un vescovo del Mediterraneo a diventare l'uomo del Polo Nord? Il viaggio passa dai Paesi Bassi.
In Olanda la festa del 6 dicembre diventa Sinterklaas: il santo arriva ogni anno su un cavallo bianco che vola sui tetti, e i suoi aiutanti scendono nei comignoli per riempire le scarpe dei bambini buoni. Notte del 5 dicembre, scarpe vicino al camino, doni all'alba: riconoscete la struttura?
Quando gli olandesi fondano New York, portano la tradizione con sé. Nel 1809 Washington Irving immagina un Nicola che vola sui tetti con un carro; nel 1823 la poesia di Babbo Natale gli dà la slitta e le renne; e il nome olandese Sinterklaas, piano piano, diventa quello che il mondo conosce: Santa Claus.
Il resto lo raccontiamo nell'articolo su perché Babbo Natale indossa il rosso. Il cuore, però, è arrivato intatto da Mira: un uomo che fa regali ai bambini, di notte, senza farsi vedere.
Bari: la città che custodisce il santo
E qui la storia torna in Italia, con un capitolo che mette i brividi. Nel 1087, sessantadue marinai di Bari partono per Mira e riportano in Puglia le reliquie del santo: a Bari sorge la basilica di San Nicola, che ancora oggi le custodisce nella cripta.
Dall'arrivo delle reliquie, ogni 6 dicembre Bari festeggia il suo patrono, e a maggio ricorda l'approdo con tre giorni di festa in riva al mare. I baresi lo sanno da sempre, e ora lo sapete anche voi: le spoglie di Babbo Natale riposano in Puglia.
Un dettaglio che i genitori apprezzano: nella basilica, cattolici e ortodossi pregano nello stesso luogo, da mille anni.
La lettera a San Nicola: la tradizione che continua
Da sempre, la notte del 5 dicembre i bambini scrivono a San Nicola e lasciano la lettera vicino alla scarpa. La letterina che oggi i vostri figli scrivono a Babbo Natale è esattamente quella: stessa lettera, stesso cuore, stesso destinatario di milleseicento anni fa.
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Come festeggiare la notte di San Nicola con i bambini
La scarpa fuori dalla porta. La sera del 5 dicembre, ogni bambino lascia una scarpa (o una calza) fuori dalla porta o vicino al camino. Al mattino la trova piena: mandarini, cioccolatini, qualche monetina. I mandarini non sono un caso: sono le borse d'oro di Mira, diventate arance.
La storia raccontata il 5. Quella sera, invece della solita favola, si racconta la storia delle tre borse d'oro: i bambini la chiedono di nuovo il 6, e poi ogni anno.
Una gentilezza in segreto. Il vero gioco di San Nicola: ogni membro della famiglia fa una gentilezza nascosta a un altro, senza farsi scoprire, e la sera del 6 si indovina chi è stato. Il dono più bello, come sapeva il vescovo, è quello che non si firma.
Il santo che continua il viaggio
La storia di San Nicola è la prova che le cose buone non finiscono: cambiano nome, cambiano vestito, attraversano i secoli. Un vescovo del Mediterraneo è diventato l'uomo più atteso dell'anno, e una borsa d'oro gettata di nascosto da una finestra è diventata il gesto che il mondo ripete ogni dicembre.
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